Post

La Costituzione pastorale Gaudium et spes. Profilo, problemi, recezione

Immagine
Premessa Nel discorso conclusivo del Concilio, il 7 dicembre 1965, Paolo VI rispondendo ad alcuni interrogativi sul significato religioso dell’assise, disse: “(Il Concilio) è stato vivamente interessato dello studio del mondo moderno. Non mai forse come in questa occasione la Chiesa ha sentito il bisogno di conoscere, avvicinare, di comprendere, di penetrare, di servire, di evangelizzare la società circostante , e di coglierla, quasi di rincorrerla nel suo rapido e continuo mutamento”. E continuava dicendo come “la religione del nostro Concilio sia stata principalmente la carità;.. La Chiesa del Concilio , sì, sì, si è occupata, oltre che di se stessa e del rapporto che a Dio la unisce, dell’uomo, dell’uomo quale oggi in realtà si presenta: l’uomo vivo, l’uomo tutto occupato di sé, l’uomo che si fa soltanto centro d’ogni interesse… l’uomo tragico dei suoi propri drammi, l’uomo superuomo di ieri e di oggi e perciò sempre fragile e falso, egoista e feroce…La religione del Dio che si fa U...

La trasfigurazione di S. Caterina Vegri e la nostra trasfigurazione

Immagine
Caterina Vegri, giovane promettente alla corte degli Estensi, amante della musica, della pittura e della poesia, sceglie di abbandonare una vita comoda e di successo per seguire con alcuni giovani la regola agostiniana prima e poi la regola francescana Care sorelle e cari fratelli, il tempo di Quaresima è tempo di cammino di conversione, di santità. “L’ascesi quaresimale è un impegno, sempre animato dalla Grazia, - ha scritto papa Francesco nel messaggio Quaresimale di quest’anno - per superare le nostre mancanze di fede e le resistenze a seguire Gesù sul cammino della croce. Per approfondire la nostra conoscenza del Maestro, per comprendere e accogliere fino in fondo il mistero della salvezza divina, realizzata nel dono totale di sé per amore, bisogna lasciarsi condurre da Lui in disparte e in alto, distaccandosi dalle mediocrità e dalle vanità. Bisogna mettersi in cammino, un cammino in salita, che richiede sforzo, sacrificio e concentrazione”. Pertanto, l’incontro e il ricordo di Sa...

Trasfigurati dalla misericordia e dall’amore di Dio

Immagine
La nostra ‘trasfigurazione’ in Quaresima, cari fratelli e sorelle, avviene solo nella libertà, nel silenzio, nel perdono ricevuto e nel perdono offerto, nella giustizia che ricostruisce lacerazioni, privazioni, per generare fraternità Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, iniziamo oggi il cammino quaresimale, cammino di conversione. Ognuno di noi è chiamato a intraprendere questo cammino, in sintonia anche con il cammino sinodale che stiamo vivendo. Don Luigi Giussani, di cui oggi ricorre l’anniversario della morte, in un ritiro d’inizio Quaresima a Pianezze, nel 1975, scriveva che “La Quaresima è lo strumento sacramentale per incrementare la nostra conversione…È un tempo sacramentale, è un tempo che è destinato da Dio a darci un impeto di trasformazione più grande. Perciò, le solite cose o le solite pratiche, intraprese, per l’obbedienza alla Chiesa, nel tempo quaresimale, hanno un significato più grande, hanno una potenza trasformatrice più grande. Altrimenti è tutto nominalismo...

L’amore al prossimo e soprattutto ai nemici

Immagine
Il cammino sinodale ci chiede più partecipazione alla vita della comunità, sentirsi responsabili gli uni degli altri... Cari fratelli e sorelle, ho accolto volentieri l’invito di don Andrea di celebrare questa Eucaristia domenicale con voi e di incontrare poi i Consigli parrocchiali, anche in vista di un cammino verso le unità pastorali che stiamo costruendo nella nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio. Abbiamo ascoltato insieme la parola di Dio di oggi, Parola di vita e Parola di speranza. La pagina del Levitico ci ha riproposto l’invito del Signore a Mosè, perché il popolo non cessi di camminare nella santità. E’ un cammino, quello della santità, che non è costruito su fatti, gesti straordinari, ma sulla qualità delle relazioni quotidiane, dei gesti e sentimenti comuni che devono essere guidati dall’amore a Dio e al prossimo. L’amore al prossimo, in particolare, ricorda il Levitico, chiede di convertire il cuore, i sentimenti, gli atteggiamenti così da scegliere sempre di dire la verità,...

Parlare con il cuore

Immagine
Troppe volte più che “parlare con il cuore” si parla, si comunica con una pregiudiziale – politica, sociale, culturale – che esaspera, fino a falsare, aspetti, situazioni, relazioni... Cari giornalisti e operatori della comunicazione, ogni anno ritorna il nostro incontro nella memoria di S. Francesco di Sales, vostro patrono. E ogni anno a guidarci nella riflessione è da una parte la Parola di Dio, parola di vita, e dall’altra il messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che il Papa invia e alle comunità cristiane. Dopo aver riflettuto sui verbi “andare e vedere”, “ascoltare”, il Papa quest’anno si sofferma sul “parlare con il cuore”. Sono verbi di un lessico giornalistico che richiamano gli aspetti fondamentali nella costruzione della notizia, che da una parte vede e ascolta e dall’altra comunica con rispetto. “Parlare con il cuore” non significa infatti dimenticare la verità, ma – come ci ha ricordato in una sua enciclica Benedetto XVI – coniugare verità e carit...

Avere cura

Immagine
  Cura e compassione sono i primi farmaci che nascono non dall’intelligenza, ma dal cuore. Cari fratelli e sorelle, cari medici e operatori del mondo sanitario, ogni anno la Chiesa, nella memoria della Beata Vergine di Lourdes, santuario caro ai malati, ci invita a pregare e a riflettere sulla malattia e sulla cura, portando l’attenzione sul malato. Attorno all’Eucarestia oggi, nella Giornata del malato che diventa Giornata eucaristica, portiamo le sofferenze dell’uomo, la nostra fragilità, la fatica della malattia, le vite spezzate e segnate dal terremoto in Turchia e Siria, ma anche il dono della cura, del sacrificio, della compassione, della carità. Il messaggio di papa Francesco quest’anno è un invito: “Abbi cura di lui”. E’ un invito tratto dalla parabola del Buon Samaritano, che Papa Francesco ha commentato nell’enciclica ‘Fratelli tutti’, ricordandoci che anche la cura di un malato trova senso nell’idea di fraternità che unisce gli uomini e le donne tra loro. La storia c’ins...

Le nostre Chiese e la pastorale interculturale

Immagine
  RELAZIONE AL CONVEGNO DEI SACERDOTI AL SERVIZIO DELLE COMUNITÀ ITALIANE IN SVIZZERA Le nostre Chiese e la pastorale interculturale Gli ‘Orientamenti per una pastorale interculturale’ del Dicastero per lo sviluppo umano e ‘il cammino della pastorale interculturale’ della Chiesa svizzera 1. Premessa La Chiesa è in cammino, perché fatta di uomini e donne in cammino. E nella Chiesa anche i ministeri, ordinati e istituiti, camminano con le persone. Ogni cammino ha una sosta, dove spesso le persone costruiscono la loro casa, la loro vita, una comunità. E questo luogo di sosta spesso è condiviso: da chi era già presente, da chi arriva dopo di noi. E questo luogo sempre di più è condiviso da persone e famiglie con lingue, culture, storie, aspettative diverse. In un medesimo luogo possono arrivare e vivere insieme persone della stessa fede, con lingue e tradizioni diverse. In una pastorale interculturale devono essere tenuti presenti tutti questi aspetti, con al centro oggi, come a Pe...