Passi di pace sulla via della Croce
Cari fratelli e sorelle, cari presbiteri, abbiamo camminato insieme, dal santuario del Crocifisso a questo santuario del Cuore Immacolato di Maria, ripercorrendo alcune stazioni della Via Crucis di Nostro Signore Gesù Cristo: dall’arresto, al processo e alla condanna, alla crocifissione e alla morte in Croce fino alla sepoltura. I passi della Via Crucis sono passi di pace e di nonviolenza. Dai primi passi, dove Gesù dice a Pietro di riporre la spada nel fodero, alla risposta di Gesù a chi lo percuote, al perdono del ladrone e di tutti sulla Croce. Il Crocifisso non odia, non ha nemici. Il Crocifisso è il non violento, è l’uomo della pace. Il Crocifisso perdona. E’ una “pace disarmata e disarmante” quella del Crocifisso. Non violenza, pace e perdono sono i passi che anche noi siamo chiamati a fare in questo tempo di odio, di violenza, di guerra. Dalla Croce Gesù ci insegna che sono ‘Beati gli operatori di pace”. La pace è il dono della Pasqua, che, facendo mie le parole di papa Leone, “vorrei che entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra”. Soprattutto arrivasse in Terra Santa, luogo del Calvario di ieri e di oggi, luogo ancora di morte di tante persone innocenti, di una nuova “strage degli innocenti”. Moltissimi cristiani in Terra Santa hanno perso tutto, compreso quel lavoro che veniva dal servizio dei pellegrini a causa delle bombe prima, di catastrofe naturali poi, che hanno deturpato, ferito, violentato questa Terra, rendendola inabitabile, terra di morte e non di vita. In questo giorno Santo, il nostro sguardo, la nostra preghiera, la nostra offerta è per la Terra Santa, perché torni presto la pace e la serenità, perché tornino i pellegrini, perché torni ad essere la Terra della convivenza dei popoli e delle religioni. Continuiamo nel frattempo i nostri passi di pace nella vita di ogni giorno, perché si trasformino le nostre famiglie, le nostre città. Il nostro cuore, come il Cuore di Cristo e di Maria, sia un cuore trasformato dal dono della Pace del Crocifisso e del Risorto. Per usare le parole di Papa Francesco: “In questa contemplazione del Cuore di Cristo donatosi fino all’estremo noi veniamo consolati. Il dolore che sentiamo nel cuore lascia il posto a una fiducia totale, e alla fine ciò che rimane è gratitudine, tenerezza, pace; rimane il suo amore che regna nella nostra vita” (D.N.161). Custodiamo, cari fratelli e sorelle, cari presbiteri, questo amore e questa pace che sgorga dal Crocifisso, che oggi contempliamo e adoriamo sofferente e che nella Veglia pasquale contempleremo e adoreremo come il Crocifisso risorto. Ci accompagni Maria, “Madre associata alla passione del Figlio e vicina a lui innalzato sulla croce” – come ha scritto S. Paolo VI nell’esortazione apostolica ‘Marialis cultus’: come ha accompagnato suo figlio, accompagni ciascuno di noi, nei nostri passi quotidiani di pace. Così sia.

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