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Scuola e cooperazione allo sviluppo

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Rifugiati e richiedenti asilo in Italia

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GIUBILEO, tempo di speranza

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Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene Onorevoli autorità, cari presbiteri e diaconi, religiosi, fratelli e sorelle, è bello vedervi numerosi stasera ad aprire insieme l’anno giubilare, un anno di grazia, nella nostra Chiesa, dopo che il Papa Francesco l’ha aperto a Roma il 24 dicembre scorso, nella notte del Natale. Il Giubileo che iniziamo è stato voluto dal Papa guidato dalla virtù della speranza, una speranza che non delude, perché fondata sulla fede – la cui professione data 1700 anni, a partire dal Concilio di Nicea - e animata dalla carità. “La speranza cristiana non è un lieto fine da attendere passivamente – ha detto Papa Francesco nell’omelia di apertura della Porta santa -: è la promessa del Signore da accogliere qui e ora, in questa terra che soffre e che geme. Essa ci chiede di non indugiare, di non trascinarci nelle abitudini, di non sostare nelle mediocrità e nella pigrizia; ci chiede di sdegnarci per le cose che non vanno e av...

La percezione del numero dei migranti

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Mediterraneo e accoglienza

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Il Mediterraneo sanguina Il Mediterraneo oggi sanguina: sanguina in ragione dei numerosi morti – oltre 1500 quest’anno, 2000 nel 2022, 3000 nel 2023; sanguina per i 30 morti negli ultimi dieci anni e dei 50.000 morti che dormono nel “cimitero del Mediterraneo” negli ultimi 30 anni, riposando in fondo al nostro mare: “uomini e donne come noi” – ha ricordato papa Francesco; sanguina in ragione dei numerosi respingimenti in Tunisia e in Libia, in particolare, che riportano le persone nei campi o nel deserto a soffrire nuovamente e a morire; sanguina anche per numerosi sbarchi, che hanno superato le 150.000 persone lo scorso anno e hanno superato le 58.000 persone in questo anno. Sanguina anche perché sul Mediterraneo si affacciano Paesi quali Israele, Palestina, Libano, Siria, Turchia e gli Stati dell’Africa mediterranea (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto), dove imperversa la guerra, la dittatura, con sofferenze, torture e morti. Mentre piangiamo queste morti, vergognandoci per n...

La speranza per il domani: verso un'agricoltura più sostenibile

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Un agribusiness che rischia di uccidere non solo l’agricoltura familiare, ma anche le comunità... Cari agricoltori, cari fratelli e sorelle, in questa Domenica le Chiese in Italia celebrano la Giornata del ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro umano, con a tema un motivo di speranza: l’impegno “per un’agricoltura più sostenibile”. E’ una giornata che si celebra dall’Anno Santo 1950 e che ci prepara al prossimo Anno Santo 2025. Non è un caso che questa Giornata sia nata durante il Giubileo, perché ogni Giubileo, anche il prossimo che vivremo, richiama il tema che la terra è di tutti e tutti siamo chiamati a curarla e rispettarla come dono di Dio, con il nostro lavoro e con gesti di condivisione e di gratuità. Il tema della Giornata del ringraziamento di quest’anno riprende la virtù della speranza, che guida il prossimo Giubileo e che chiede nel lavoro della terra un’agricoltura più sostenibile, in un momento in cui – scrivono i Vescovi italiani nel loro messaggio – “la pr...

Migranti: segno di vita per le nostre città che rischiano di morire

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“I migranti sono i lavoratori, le famiglie, gli studenti che hanno lasciato la loro terra per una vita migliore”. Lo scrive mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nella lettera pastorale “Segni dei tempi, segni di speranza” che sarà presentata in due incontri pubblici: il primo, il 24 ottobre alle 20.30 in Seminario a Ferrara; il secondo, la sera successiva, stessa ora, nell’Oratorio di Codigoro, come informa il settimanale diocesano La Voce . “Oggi – scrive il presule – sono 2 milioni e mezzo di lavoratori, quasi lo stesso numero di famiglie, un milione di studenti nelle scuole dell’obbligo e nelle Università. Molte sono donne e oltre un milione di loro curano le nostre donne. Li incontriamo in chiesa, in piazza, nei negozi, nei luoghi del tempo libero, sul lavoro, a scuola. Mezzo milione – aggiunge il presule – sono diventati imprenditori, artigiani. Molte nuove famiglie sono miste e molti bambini – ormai più del 25% – sono i nuovi nati da famiglie di immigrati o ...